“Lavori nelle aree archeologiche della necropoli laurentina, portico dell’ercole e Terme del faro”.

La complessità nell’individuazione di diverse fasi evolutive del sito di Ostia renderà necessario un ulteriore approfondimento delle fasi conoscitive da condurre sulle fonti indirette e tramite una lettura diretta dei manufatti architettonici, attraverso una campagna di rilievo, volta ad analizzare i materiali e le tecniche costruttive proprie dei manufatti e il loro stato di conservazione, e di diagnostica. Ciò al fine di formulare proposte di restauro e conservazione compatibili con le strutture archeologiche del sito. Successivamente alla fase di rilievo seguirà un approfondimento della fase conoscitiva degli elevati architettonici attraverso la tecnica del fotomosaico, al quale seguirà una mappatura dello stato di conservazione dei materiali lapidei con l'ausilio delle Normativa UNI 11182/2006 in cui vengano indicati materiali delle murature, il loro stato di conservazione e le relative problematiche conservative da affrontare in fase di redazione del progetto. Le azioni da condurre dovranno constare in interventi di consolidamento strutturale, al fine di ripristinare una piena resistenza statica (come nel caso delle piattabande, degli archi e delle pareti fuori piombo), oltre che in interventi di trattamento delle superfici architettoniche, fortemente aggredite da elementi patogeni. Restauro delle murature. Per gli interventi di consolidamento delle murature saranno proposti materiali tradizionali completamente compatibili con quelli attualmente messi in opera, come la malta di calce. Anche per eventuali interventi di scuci - cuci e di sostruzione muraria (laddove il tessuto murario in laterizio risulti particolarmente eroso e disgregato) si propone una sarcitura con lo stesso materiale che però denunci un intervento distinguibile agendo, ad esempio, in lieve sottosquadro. Piani pavimentali in tessellatum. L’intervento sui piani pavimentali in tessellatum si presenta complesso: in primo luogo, sarà necessario movimentare i frammenti di tessellatum accatastati in prossimità del vano 10, riportandoli in deposito, rilevandoli (anche tramite laser scanner 3d) e operando interventi di pulitura e consolidamento al fine di valutarne un’eventuale ricollocazione in opera. I vani delle Terme in cui sono presenti i piani pavimentali in tessellatum vano poi liberati dai sistemi provvisori di protezione, ormai non più efficienti. Dopo una rimozione accurata a secco dei depositi incoerenti presenti sul sito, evitando distacchi di ulteriori tessere, si applicherà del biocida per devitalizzare gli apparati radicali e si raccoglieranno le tessere distaccate, numerandole e documentandone e graficizzandone la posizione nei vari settori; per le aree sconnesse verrà redatto un piano operativo riguardante il distacco di porzioni di mosaico tramite garzatura che, da un lato, fungerà da pre-consolidamento (mantenendo inalterate le posizioni relative delle varie tessere) e, dall’altro, consentirà la rimozione puntuale delle aree danneggiate. Consolidato e livellato il substrato delle parti distaccate, si opererà la riadesione delle porzioni di tessellatum rimosse tramite malta idraulica e a puntuali interventi di pulitura a impacco e microstuccatura leggermente sottolivellata. Nonostante molti degli intonaci presenti nel sito risultino interessati da interventi di restauro sono strettamente necessari interventi di preconsolidamento, pulitura, consolidamento e protezione. Una volta ripristinata l’adesione degli intonaci al supporto murario (tramite iniezioni a bassa pressione di malte additivate), si procederà alla verifica dello stato di conservazione dei cordoli di contenimento, prevedendo, per quelli già realizzati in materiale cementizio, una sostituzione con nuovi cordoli in calce, più compatibili.


WEB AGENCY