Restauro della chiesa di San Francesco a Mirandola

Gnosis propone una sintesi tra l’esigenza di recuperare le forme della chiesa, l’utilizzo di tecniche costruttive compatibili con le parti superstiti e la necessità di realizzare un intervento chiaramente distinguibile. Si è prima di tutto scelto di utilizzare, per le murature da ricostruire, il mattone in laterizio. Ciò rende il complesso staticamente e sismicamente coerente, evitando che le parti di nuova realizzazione possano risultare più rigide di quelle preesistenti. La muratura di nuova realizzazione viene lasciata a faccia vista. Sull’esterno dell’edificio la stessa presenterà una listatura a corsi orizzontali realizzata arretrando, a corsi alterni, un filare di mattoni. Ciò produrrà una lieve linea d’ombra, una “vibrazione” del paramento murario, che rende l’intervento più evidente. Nel rispetto del carattere storico dell’edificio si è scelto di riproporre le forme preesistenti ricostruendo le murature esistenti della sagrestia, della copertura a falda e del campanile nelle forme del passato.

La ricostruzione delle parti crollate appare come un delicato lavoro di “rammaglio” che rifugia da semplicistiche riproposizioni in stile dell’antico. Non viene variata la conformazione spaziale degli ambienti ma, a valle del recupero delle parti di volte crollate, vengono ricostruite le stesse utilizzando alcarecci in legno. Il fruitore, entrato all’interno della chiesa vede le antiche forme percependo con chiarezza quali sono le parti sopravvissute rispetto a quelle di nuova realizzazione. La torre campanaria viene riproposta per dimensione e materiale. Per questo è previsto l’utilizzo di una struttura metallica a traliccio alla quale sono fissati, a corsi alterni, degli elementi orizzontali in laterizio. Questo “tessuto” murario presenta, alternativamente, un corso privo di mattoni. Ciò consente alla torre di apparire leggera e permeabile alla luce ma, per chi la osserva dal basso, di mantenere una sostanziale matericità. Questa vibrazione rende chiaramente distinguibile il nuovo intervento e, al contempo, ricorda alla collettività, l’evento sismico che ha distrutto il precedente campanile.

La riproposizione delle geometrie preesistenti è perseguita attraverso una preventiva indagine sulle murature esistenti, al fine di valutare le caratteristiche chimico-fisiche e i parametri meccanici dell’assetto murario in sito. Per le coperture crollate viene proposta la ricostruzione in legno delle stesse. Al fine di evitare eccessiva “violenza” sulle parti esistenti, è proposto un collegamento tra le due parti evitando di realizzare invasive “appresature” di mattoni, ma attraverso la esecuzione di piccole perforazioni sulla muratura ruderizzata e inserendo in tali fori la parte finale del tessuto in fibre di acciaio. La “memoria” degli elementi decorativi andati perduti nel sisma è evocata da “vibrazioni luminose” della trama muraria e da articolazioni dinamiche della pelle in laterizio.

Il punto di partenza per un adeguamento liturgico è proprio la liturgia che, al di là delle apparenze, è profondamente sensibile rispetto alle vicende e alle trasformazioni ecclesiali e sociali. L’adeguamento dello spazio liturgico nasce dallo studio delle azioni della liturgia e dei modi di stare all’interno della celebrazione. La luce generatrice al battistero, l’aula come luogo proprio dell’ambone e il bema come parte indispensabile su cui poggia l’altare. Non solo è stato sviluppato un progetto di restauro dell’involucro della chiesa, ma è stato redatto anche il progetto di adeguamento liturgico.

Il restauro dei manufatti di interesse storico artistico relativi alla Chiesa di S. Francesco a Mirandola richiede una particolare attenzione al fine di recuperare ogni pertinenza storico artistica ancora esistente. Una prima fase conoscitiva è la ricognizione di tutti i beni mobili e immobili divisi per tipologia costitutiva: metalli, lapidei, intonaci dipinti, legni, vetri. Al fine di limitare al minimo gli spostamenti delle opere d’arte è previsto l’allestimento di un laboratorio /deposito.

Sulle murature non oggetto di ricostruzione, saranno generalmente adottati interventi di sarcitura delle lesioni, di ristilatura dei giunti, di ripristino delle parti mancanti con intervento di scuci-cuci. Per il rinforzo della parte sommitale delle murature del giardino e anche di quello dell’edificio, è prevista l’esecuzione di un cordolo con filari di mattoni e interposizione di fasce in SRG. Alcune parti di muratura sconnessa da quella adiacente e nelle pareti che convergono negli incroci murari (martelli e cantonali) è realizzato un efficace collegamento a secco.

L’approccio progettuale proposto assicura il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi. La metodologia utilizzata nella definizione dei materiali e delle soluzioni che possano garantire un miglioramento delle performance ambientali, una compatibilità con la testimonianza storica in oggetto e soprattutto il rispetto delle più attuali normative in termini di prodotti ecosostenibili. La necessità di prevedere un impianto di riscaldamento compatibile con il carattere monumentale della chiesa, si concretizza nella scelta di prevedere un impianto radiante a pavimento. L’ obiettivo è quello di massimizzare il rendimento degli impianti riducendo al minimo l’impatto visivo, ottimizzando le fasi di realizzazione, di fruizione e manutenzione, oltre che la facilità di gestione completa degli stessi. Per quanto riguarda il progetto illuminotecnico, oltre all’utilizzo esclusivo di sistemi a tecnologia LED, è rivolta grande attenzione alla scelta della temperatura di colore, all’indice di resa cromatica, alla limitazione dell’abbagliamento e alle ottiche. Viene realizzato un sistema per la supervisione, la gestione e il controllo di tutti gli impianti tecnologici previsti nel complesso. Per un idoneo controllo del campo riverberante sono installati dei risuonatori acustici nella parte superiore della capriata. Il progetto di ricostruzione delle volte e delle lunette, realizzato attraverso la posa in opera di elementi legno tra i quali è lasciato uno spazio libero, può rappresentare un “risuonatore acustico”.


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